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Lunedì 24 Gennaio 2011 18:55 |
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Segnaliamo quest'articolo di repubblica, che sommariamente descrive la devastante dinamica insediativa che sta portando al cambiamento dei connotati del nostro paese.
L'estensione di tale cambiamento ha quale effetto immediatamente evidente la trasformazione del paesaggio, ma inevitabilmente correlati sono l'impermeabilizzazione del suolo e a cascatata l'idrologia (fiumi), l'idrogeologia (anche falde acquifere e quindi le cave) e il più complesso ciclo dell'acqua, il clima e il microclima delle estese aree urbanizzate. La trasformazione del paesaggio non va pertanto letto soltanto per il suo significato formale (bello, brutto, con un perchè spesso soggettivo) ma pure per le implicazioni funzionali e le nuove dinamiche ambientali che inevitabilmente condizioneranno le future condizioni di vita, dell'uomo come degli altri organismi viventi. Come potete leggere, anche nel Veneto ce la caviamo discretamente male. E ad esempio le falde acquifere, dalla quale dipende l'oasi e tutte le zone umide, sono in abbassamento da qualche decina d'anni (un paio di metri). E' per tali motivi che considero la tutela del paesaggio e le iniziative a tutela dell'acqua pubblica essenziali ai fini della sopravvivenza delle isole di valore naturalistico rappresentate dai parchi, riserve e oasi. Se non si utilizzerà in modo più avveduto anche quanto sta fuori delle isole anche queste sono destinate a scomparire. |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Gennaio 2011 18:56 |